GIORNO 1:
Salita al Rif. Vittorio Emanuele II 2735m
Approccio e primo contatto con la quota
Logistica Iniziale: Ritrovo con la Guida entro le 11:00 al parcheggio di Pravieux (1871 m), dove lasceremo l’auto per il rientro del Giorno 3. Successivamente, ci trasferiremo insieme in auto al punto di partenza di Pont in Valsavarenche (1960 m) per il controllo dei materiali e l’inizio della salita. https://maps.app.goo.gl/ZQ7mv9zD4daNaNRz8
• Attività: Iniziamo la nostra avventura dalla località di Pont in Valsavarenche (1960 m). L’obiettivo del giorno è raggiungere il Rifugio Vittorio Emanuele II (2735 m) attraverso un sentiero storico e ben tracciato.
• Obiettivo: Salita tranquilla per iniziare l’adattamento all’altitudine, seguita da un briefing tecnico serale con la Guida.
• Dati Tecnici: Il percorso è classificato E (Escursionistico). Affronteremo un dislivello di circa +775m su una distanza di 3,7km (solo andata).
• Pernottamento: Rifugio Vittorio Emanuele II.
GIORNO 2:
Ascensione alla Tresenta 3609m
Acclimatamento, Tecnica e Trasferimento Rif. Chabod
• Attività: Questa giornata è cruciale per il successo. La mattina presto affronteremo la salita di acclimatamento alla Tresenta (3609 m). È qui che metteremo in pratica l’uso di ramponi e piccozza, muovendoci sul ghiacciaio. Nel pomeriggio, dal Vittorio Emanuele II, imboccheremo il suggestivo Sentiero 1A GP (la “strada reale”), che taglia il versante e ci condurrà al Rifugio Chabod (2750 m), la base di partenza più strategica e spettacolare per l’ascesa al Gran Paradiso.
• Obiettivo: Masterizzare le tecniche essenziali di autosoccorso e progressione su ghiacciaio, garantendo piena padronanza dell’attrezzatura e un acclimatamento perfetto in vista della vetta.• Dati Tecnici: L’ascensione alla Tresenta è classificata F+ (Facile Superiore), con un dislivello in salita di circa +874m (più saliscendi per il trasferimento) su una distanza totale della giornata di circa 9km.
• Pernottamento: Rifugio Chabod.
GIORNO 3:
Ascensione al Gran Paradiso 4061m e rientro a valle
• Attività: Sveglia notturna e partenza prima dell’alba dal Rifugio Chabod (2750 m). L’ascensione segue un itinerario classicamente suggestivo, che risale i pendii morenici iniziali per raggiungere in circa un’ora il Ghiacciaio di Laveciau. In questo tratto, ci legheremo in cordata e indosseremo ramponi e imbrago. L’ascesa prosegue con pendenze costanti fino alla seraccata, dove supereremo le sezioni più crepacciate. L’ultima parte ci porta alla caratteristica spalla rocciosa e al passaggio finale (La Madonnina): una breve ma entusiasmante arrampicata protetta ci separa dalla cima del Gran Paradiso (4061 m). Dopo aver toccato la vetta, inizieremo la discesa. Il rientro si svolge sulle roccette esposte del passaggio della Madonnina e poi lungo l’itinerario di salita sul ghiacciaio. Raggiungeremo il Rifugio Chabod per il pranzo e continueremo la discesa finale fino al parcheggio di Pravieux (1871 m).
• Obiettivo: L’ascensione al Gran Paradiso e il rientro a valle.
• Dati Tecnici: L’ascensione è classificata PD- (Poco Difficile inferiore). Il percorso si svolge su ghiacciaio in un ambiente di alta montagna8. Presenta difficoltà tecniche moderate ed è un obiettivo ideale per chi si avvicina seriamente alle grandi salite, ma richiede un’ottima preparazione fisica. La grande esposizione del tratto finale su roccia, al passaggio della Madonnina, richiede tassativamente l’assenza di vertigini. Affronteremo un dislivello in salita di circa +1311m e una lunga discesa finale di circa -2190m. La distanza totale coperta sarà di circa 13km.
Note:
Pur non presentando particolari difficoltà alpinistiche, la salita non è assolutamente da sottovalutare, poiché si svolge in ambiente glaciale, dai 3.200 metri circa ai 4.061 metri, quota sufficiente per causare disturbi cardiorespiratori in un organismo non sufficientemente allenato e preparato. La gestione del ghiacciaio viene affidata alla guida, che utilizza le giuste tecniche e l’equipaggiamento adeguato.
Il materiale è molto importante, e può fare la differenza per la riuscita della salita, specialmentel’abbigliamento va curato, vestendosi a strati, in modo da poter evitare assolutamente di disidratarsi sudando alle quote minori, dove potrete trovare temperature da +20° sul sentiero di accesso e rientro al rifugio, e vi deve permettere di rimanere caldi nei pressi della cima, dove potreste trovare temperature fino a -15°