Bel giro con partenza da Rontagnano, nucleo abitativo posto sulla sommità di un colle tra la valle dell’Uso e la valle del Savio. Un tempo vi sorgeva un castello malatestiano (secolo XII) di cui rimangono ancora alcuni ruderi. Il torrione della rocca venne trasformato nel XVIII secolo in campanile. La vicina Chiesa di San Biagio conserva alcuni interessanti arredi, tra cui un inginocchiatoio ligneo del XV secolo e un organo del XVIII secolo.
Attraversando l’Oasi Naturalistica di Tornano, prima area naturalistica di questo percorso e ci dirigeremo verso le sorgenti dell’Uso di Tornano e il suo bel borgo, un sentiero di rara bellezza, immerso nel verde del lungo fiume. All’inizio del Cristianesimo Tornano era sede di una Pieve, fino al momento in cui tutto l’abitato non venne spostato nell’area del castello risalente al XIII secolo. Dell’antica chiesa di Sant’ Ilario in Tornano non rimangono tracce, anche se l’ubicazione della stessa sembra potersi identificare nella località “la Piva” (La Pieve), che si trova, come indicato della visita apostolica del 1574, distante 500 passi dal castello di Tornano.
Oggi della Pieve di Tornano non resta traccia. La storia del XX secolo di questo luogo è legata all’attività estrattiva dello zolfo nelle vicine miniere di Perticara; anche a Tornano venne effettuato uno scavo fino a 541 metri di profondità (una delle gallerie più ardite in Italia); ciò nonostante lo zolfo non venne trovato e tale galleria venne impiegata come galleria di ventilazione della miniera di Perticara. In seguito alla chiusura delle miniere di Perticara anche Tornano iniziò a spopolarsi. Si tratta di uno dei territori più remoti del Comune di Mercato Saraceno con una natura aspra, incontaminata e poche famiglie che ancora vi risiedono


